RISTORANTE LA BUFALA - MARANELLO

Veniamo a conoscenza di questo ristorante grazie ad un’amica, che ci era stata qualche tempo addietro, la quale ci aveva raccontato di aver mangiato bene e che il posto era carino.

Detto questo, ci organizziamo per fare una serata in questo locale, che neanche a farlo a posta sembrerebbe essere anche molto rinomato e difatti bisognava prenotare con anticipo per avere un tavolo. Nel frattempo prendemmo informazioni dai vari advisor riguardanti il locale, e come la maggior parte delle volte, ci sono tanti annunci contrastanti, fra chi dice che la pizza è buonissima, oppure al contrario che il cibo non è quello tanto conclamato, che il locale non piace e tanto altro.

Non diamo corda agli annunci e attendiamo la nostra serata. Giunti al locale, un punto di forza è sicuramente il parcheggio, il quale è proprio situato dinanzi ad un’ampia piazza pubblica vicino al centro di Maranello; raggiungiamo gli altri componenti del gruppo ed eccoci tuffati nel mondo  di Gianni di Lella, colui che ha realizzato il locale, che ha raccolto nel tempo premi e vinto sfide, un locale dove anche i muri parlano alle persone, con frasi positive e piene di motivazione.

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Il locale ovviamente era pieno e i tavoli prenotati apparecchiati per la seduta, la cameriera ci fece accomodare e ci lasciò i menù delle pizze, mi accorsi che doveva esserci anche un altro menù, in quanto volteggiavano nella sala anche altre pietanze che non fossero pizze. Continuammo la nostra lettura fra le mirabolanti pizze proposte, con gusti decisi e alcuni azzardati, che sicuramente possono essere deliziosi, ma per chi legge per la prima volta gli ingredienti rimane un poco di stucco e indeciso, sicuramente una specialità molto gradita è la pizza con il bordo di ricotta, ma tuttavia non fu facile scegliere il gusto; la carta rassicurava il cliente che i prodotti scelti provenivano dal territorio italiano, pertanto diedi fiducia sulla scelta di una pizza montanare con patate arrosto e salsiccia, altri presero una pizza con friarielli e provola affumicata e altri due erano indecisi, tant’è che all’arrivo della cameriera per raccogliere l’ordinazione, iniziammo con le domande sulle pizze e lei ci rispose che le pizze classiche le fanno sempre anche se non sono sul menù,

“mi viene da dire, allora scrivetelo sul menù, almeno una persona a cui non piace nulla di quello che legge, può comunque salvare la serata con una pizza della tradizione”

Secondo punto, nel menù era scritto che facevano anche la pizza per celiaci, pertanto domandai come fosse l’impasto, e purtroppo feci un’amara scoperta, in quanto comprano gli impasti imbustati, una vera delusione; pertanto se dovevo mangiare qualcosa che non mi piace, preferivo stare male, ma avendo mangiato qualcosa di mio gradimento, pertanto confermai la pizza montanara con impasto normale.

Nell’attesa dell’arrivo della pizza mi guardai meglio attorno e vidi che tutto attorno era un insieme di cose prese come riciclo, ad esempio le casse e i coperchi delle bottiglie di vino erano utilizzate come arredamento o come decorazione, mentre appese al soffitto c’erano delle travi, sulle quali erano arrotoli dei fili ballonzolati con le lampade; l’idea non era male, sicuramente per via del riutilizzo consapevole e interelligente dei materiali; tuttavia il nostro tavolo era contro l’albero delle poesie e ad ogni movimento rischiavamo di farlo precipitare sulle nostre teste.

Come antipasto, nell’attesa delle pizze, avevamo preso delle palline fritte alle alghe e dei fiori di zucca ripieni con alici; le palline non avevano un gusto definito, mentre i fiori di zucca erano saporiti e gustosi.

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Arrivarono le pizze e lì la delusione iniziò subito a manifestarsi, non mi sarei aspettato da una pizza del valore di 10 euro, che fosse tanto sciapa nel condimento, mi sarei aspettato un profumo intenso dato dalle patate, di cui invece non percepii nulla e tanto meno la salsiccia, che la trovai  stopposa. La pasta invece aveva una buona cottura, un bordo alto e soffice, ma purtroppo non la riuscii a mangiare tutta, un poco perché mi si era gonfiato lo stomaco, a causa della mia intolleranza, ma fu una mia decisione consapevole e secondo perché la pasta non mi aveva entusiasmato.Invece di tutt’altro aspetto era la pizza con friarielli e provola affumicata, ricca, saporita e profumata… infatti ne assaggiai un pezzo dal mio vicino.

Il totale della serata è stato 75 euro, quasi 20 euro a testa. Un vero peccato aver infranto così i miei desideri golosi, sarebbe potuta essere una serata perfetta.

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